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Ritorno…

Eccoci qui, di nuovo nella nostra amata Zurigo.
Siamo rientrati domenica scorsa e il viaggio è filato fortunatamente senza intoppi, al Gottardo abbiamo trovato “solo” 40 minuti di coda ma poco dopo erano diventate quasi due ore di attesa quindi ci è andata di lusso.
Viola inizia ad essere sempre più brava in viaggio, ha fatto i suoi mini pisolini e nei momenti in cui era attiva la tenevamo occupata con le sue canzoni. Pasquale ha creato una playlist con le sue HIT preferite che variano da “l’ape maia” a “Bailando” di Iglesias, da “Cicale” alla “Canzone del boscaiolo” del gruppo vocale femminile Trio Lescano.
Fortunatamente ha preso la passione per la musica da Pasquale e quando sente due note in fila si scatena agitando braccia e culetto.
Devo ammettere che questa volta lasciare la mia pianura padana è stato veramente difficile e un pò mi ha pianto il cuore. Essere aiutata e avere finalmente tempo per me e per noi è stato impagabile ed ho ricaricato veramente le batterie; ma la cosa che più mi ha riempito il cuore è vedere l’effetto di Viola sulla mia famiglia.
Ho visto la Zanzerotti far sudare dieci camicie a mio padre facendosi rincorrere e lanciarsi a braccia aperte in direzione di mia mamma, sapendo benissimo che con lo sguardo giusto, un biscotto in più era sempre assicurato; ha fatto perdere dieci anni di acciacchi e dolori a mia nonna per farle fare le scale saltellando.
La guardavo diventare parte di noi, delle nostre tradizioni e di cambiarle, è stato magico e commovente vederla assaggiare le lasagne di mia nonna (che possono essere mangiate solo durante le feste perché per smaltirle ci vogliono i restanti mesi), l’ho vista aprire i regali, ballare con le canzoni di natale (che mio padre inizia ad ascoltare in loop da fine novembre).
Ma la cosa cosa più bella sono stati i sorrisi e le risate che ci ha regalato, ha riempito queste feste e le ha rese ancora più magiche.
Sapevo benissimo che questa volta andarmene sarebbe stato ancora più triste perché vedere quelle nuove dinamiche mi faceva provare una gioia infinita, era come ritornare indietro nel tempo e rivedere alcuni gesti riservati a me da piccola riversarsi su di lei.
Ho potuto rivedere i miei amici e conoscerne di nuovi, ho rivisto i miei luoghi del cuore con altri occhi e mi sono accorta ancora di più di quanto quest’ultimo anno mi abbia fatto crescere e maturare, avere Viola mi ha cambiato proprio la prospettiva, mi approccio alle situazioni o alle persone in modo diverso, più maturo, più adulto ed ho potuto condividere tutto questo anche con Pasquale che oltre ad essere un papà stupendo è anche un compagno meraviglioso.
Lo so, non l’ho ancora portato a Venezia, meriterei la fustigazione per questo ma per lo meno gli ho fatto visitare Padova. Dai, un capoluogo di provincia alla volta!
Due settimane sono volate così velocemente che come sempre sono riuscita a fare la metà delle cose in programma, ma va bene così preferisco vivere i momenti così come vengono.
Viola si è sbizzarrita in luoghi nuovi: un sacco di posti inesplorati e tantissime cose da distruggere e mettere in subbuglio, ormai vuole sempre camminare, solo che non ci riesce ancora da sola allora si trascina qualsiasi cosa per reggersi in piedi: dal suo deambulatorie della chicco all’abaco in legno che chiudendosi raggiunto il tappeto la faceva rotolare a terra sbattendo la faccia, nessuna paura niente lacrime, ha la soglia del dolore di una spia russa sembra che abbia ricevuto un’addestramento militare e quando sbatte la testa o rimane incastrata con le dita da qualche parte dalla sua bocca non esce un fiato, ti fissa solo con aria interrogativa.
La sua sopportazione al passeggino ormai è del tutto inesistente e vuole sempre scendere per esplorare, in questo modo al ristorante fa la conoscenza con tutti i commensali (la solita ruffiana).
Adesso siamo tornate io e lei a riempirci le giornate e alla sera io sono sfinita e lei corre per il corridoio ridendo, inutile dire quanto mi manchino i miei genitori e quanto era bello avere sempre persone intorno con cui parlare ma forse il fatto che queste situazioni siano occasionali che le rende ancora più speciali.
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