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Viaggio a Parigi

Scusate l’assenza ma sono stata a Parigi, sono partita Sabato scorso e tornata a Zurigo mercoledì pomeriggio.

È stato un viaggio molto bello anche se impegnativo perché abbiamo cercato nel poco tempo a disposizione di vedere più cose possibili. Sono andata con Marina, la sorella di Pasquale, il 12 ottobre ha compiuto 20 anni e voleva festeggiare l’addio definitivo al suo essere teenager nella sua città preferita.

Ci siamo divertite moltissimo, abbiamo riso a crepapelle e abbiamo avuto i piedi costellati di bolle.

In questo post non vi ammorberò con i soliti racconti, non descriverò cosa abbiamo visto giorno per giorno perché non voglio essere noiosa, chiaramente i paesaggi e i monumenti sono da perdere il fiato. Parigi ha degli scorci meravigliosi ed è ricca di storia.

Abbiamo visto il Louvre e il Museo D’ Orsay, Notre Dame, percorso gli Champs Elysee, visto la Tour Eiffel di notte e il mercatino delle pulci, praticamente le classiche tappe da normali turisti.

Allora ho deciso di raccontarvi i momenti più divertenti e strani che abbiamo vissuto, quelli che non potrebbero tornare, quei casi della vita in cui ti portano in quella situazione in quel determinato momento; ciò che rende un viaggio speciale.

Scherzando prima di partire dicevamo che il nostro viaggio sarebbe stato simile a quello di Blair e Serena di Gossip Girl, ovviamente le differenze si sono manifestate subito:

Siamo arrivate a Parigi verso mezzanotte, abbiamo atteso il proprietario dell’appartamento mezz’ora al freddo e al gelo a Pigalle con gli zaini in spalla, il trucco colato e una stanchezza infinita.

Passavano ragazzi e ragazze che facevano l’Happy Hour nei locali con le facce più snob che mai, con quel look finto trasandato da nonmiinteressadiciòcheindossoperchèsonosempreungranfigo/a (COSA ALQUANTO DISCUTIBILE) ci guardavano come due provenienti da un altro pianeta, l’estrema stanchezza ci aveva messo addosso un freddo terribile e saltavamo sul posto come caprioli, i cappucci in testa e le mani infilate nelle tasche, il tutto non ci aiutava a sembrare meno strane.

Il padrone di casa è arrivato verso le 24:30, dalla foto sembrava un signore super distinto e affascinante dal vivo era un incrocio tra un Umpa Lumpa e una Volpe, è arrivato con la moglie, ci hanno portato nell’appartamento/stanza/cubicolo (al quinto piano senza ascensore).

Appena entrate G. (il proprietario) ci ha chiesto se potesse mostrarci l’appartamento, non avevo la minima idea di cosa intendesse dato che appena varcata la porta d’ingresso si vedeva già tutto quanto a meno che non ci fossero dei passaggi segreti nascosti dietro il divano letto (non ce n’erano)…

Per documentare il viaggio abbiamo deciso di fare dei mini video da montare successivamente in sequenza con la musica, l’idea era buona ma come registi non siamo di certo le migliori e quando volevamo fare le splendide riprese dove noi al centro facevamo ruotare il bastone per il selfie con il cellulare sopra, per mostrare il paesaggio che ci circondava, il risultato era ben diverso dalle aspettative. Marina non aveva capito che per fare quell’inquadratura noi dovevamo stare ferme e doveva ruotare solo il cellulare al contrario lei si muoveva e io di fianco saltellavo per rimanerle vicino, il tutto con il sorriso più plastico possibile.

Volevamo rendere i video più spontanei ma il risultato è stato: 100 video con noi nella stessa posa, una di fianco all’altra con il sorriso impostato e lo sfondo che cambia come  davanti ad un green screen.

Al Louvre ci siamo divertite come pazze, per chi non ci fosse stato, in molte sale ci sono dei guardiani seduti che sorvegliano i visitatori, perché spesso non rispettano il divieto di non toccare o di non scattare foto con il flash quindi sono sempre pronti a sgridarti e tirarti asce infuocate se non rispetti i cartelli affissi. In una stanza c’era questa donna, l’addetta alla salvaguardia delle opere che dormiva alla grande. Sembrava una scena di un film, il cliché del guardiano panciuto e annoiato che si addormenta e si fa rubare le cose da sotto al naso, mancava solo che qualcuno le disegnasse un simbolo fallico sulla guancia.

Poi abbiamo assistito ad un turista che voleva fotografarsi di fianco ad una sfinge di bronzo, prima di scattare la foto, che poi avrebbe sicuramente pubblicato su un social network, per risultare al meglio nello scatto ha pensato bene di appoggiare tutti i suoi effetti personali sulla scultura, quasi fosse un appendi abiti della KARE Design, si è sistemato i capelli e i pantaloni e poi si è immortalato di fianco a quella splendida opera d’arte per la quale provava sicuramente una smisurata ammirazione…

Al museo d’Orsay invece siamo entrate a visitare una mostra temporanea sulla prostituzione (molto bella) ricca di quadri e pubblicità dell’epoca dove ritraevano le donne in quello spaccato di vita, c’erano anche delle aree della mostra riservate a maggiorenni, al loro interno c’erano delle fotografie di atti sessuali ripresi nelle case di tolleranza e in una stanza veniva proiettato un vero e proprio film porno, quella stanza era strapiena di gente, che si sedeva a terra a gustarselo, il film era muto e vi assicuro che di trama non ce n’era.

Al compleanno di Marina siamo capitate davanti al negozio di Elie Saab ovviamente ci siamo emozionate e continuavamo a girargli attorno per scorgere qualcosa, la guardia ci guardava sorridendo e con la bontà simile a quella di un messia ci chiede:

“volete entrare?”

“è possibile?”

“certo, non diranno niente!!”

e così si è realizzato il nostro sogno, entrare da Elie Saab con negli occhi la gioia di due bimbe di fronte alle caramelle. Sicuramente Blair e Serena non sarebbero rimaste cinque minuti all’esterno a chiedersi “possiamo o non possiamo” e forse avrebbero pure comprato qualcosa, noi avevamo pure l’ansia di toccarlo un vestito.

Abbiamo mangiato escargot e ci siamo ingozzate come delle scrofe, dalla colazione fatta con mezza baguette ai toast con le uova fritte; abbiamo cantato canzoni in francese e ci siamo perse nella metro, abbiamo zoppicato dal dolore e abbiamo visto Monet.

è stato un viaggio splendido fatto con la cognata migliore che si possa desiderare nella città che ha le chiavi del cuor…